21 settembre 1943: Matera insorge, prima città del Mezzogiorno

Le «tre ore di Matera»: la rivolta contro l’occupazione tedesca, le stragi di via Cappuccini e via Lucana, i 26 Caduti e i riconoscimenti alla città.

Il 21 settembre 1943, a soli tredici giorni dall’annuncio dell’armistizio, Matera insorse contro le truppe tedesche che occupavano la città. Furono le celebri «tre ore di Matera»: una rivolta nata dall’esasperazione della popolazione, che fece della città la prima del Mezzogiorno a ribellarsi all’occupazione, una settimana prima che insorgesse Napoli. Il prezzo fu altissimo: 26 vittime.

L’occupazione

Dal 12 settembre 1943 un reparto di paracadutisti tedeschi, al comando del maggiore Wolf Werner von der Schulenburg, si era acquartierato in città, in ritirata verso nord. Nei giorni successivi i militari tedeschi fermarono e trattennero diversi soldati italiani e civili; si moltiplicarono saccheggi, distruzioni e soprusi.

Il 21 settembre

Il 21 settembre la tensione esplose: gruppi di cittadini, insieme a militari italiani sbandati, affrontarono i tedeschi per le strade con poche armi e munizioni. Gli scontri durarono alcune ore e costrinsero i reparti tedeschi ad abbandonare la città prima dell’arrivo delle truppe alleate.

La ritirata fu accompagnata da due stragi. Nel tardo pomeriggio i tedeschi fecero saltare il palazzo della Milizia in via Cappuccini, dove erano rinchiusi gli uomini catturati nei giorni precedenti: secondo la testimonianza dell’unico sopravvissuto, Giuseppe Calderaro, gravemente ferito, morirono 15 persone. Presso la società elettrica di via Lucana il personale fu fatto uscire perché l’edificio venisse minato e, appena fuori, fu mitragliato: quattro i morti. Altre sette persone persero la vita durante gli scontri, alcune combattendo contro i tedeschi.

I Caduti del 21 settembre 1943

Così li ricorda l’Archivio delle stragi nazifasciste:

  • Via Lucana – Raul Papini, Pasquale Zigarelli, Michele Frangione, Salvatore Frangione.
  • Via Cappuccini (palazzo della Milizia) – Vincenzo Luisi, Francesco Farina, Natale Farina, Pietro De Vito, Mario Greco, Francesco Lecce, Raimondo Semeraro, Tommaso Speciale, Antonio Nocera, Pietrantonio Tataranni e cinque vittime rimaste senza nome.
  • Durante l’insurrezione – Emanuele Manicone, Vincenzo Rutigliano, Raffaele Beneventi, Francesco Loperfido, Eustachio Guida, Antonio Lamacchia, Eustachio Paradiso.

I riconoscimenti

Il 21 settembre 1966 alla città di Matera fu conferita la Medaglia d’argento al valor militare:

«Indignati dai molteplici soprusi perpetrati dal nemico, gruppi di cittadini insorsero contro l’oppressore e combatterono con accanimento, pur con poche armi e munizioni, per più ore, senza smarrimenti e noncuranti delle perdite. Sorretti da ardente amor di Patria, con coraggio ed ardimento, costrinsero l’avversario, con aiuto di elementi militari, ad abbandonare la Città prima dell’arrivo delle truppe alleate.»

Motivazione della Medaglia d’argento al valor militare, 1966

Nel 2016 la città ha ricevuto anche la Medaglia d’oro al valor civile (conferita il 19 agosto e consegnata dal Presidente della Repubblica al Quirinale il 17 novembre 2016):

«Durante gli ultimi giorni di permanenza dei tedeschi in città, la popolazione materana, sempre più esasperata dalle distruzioni, dai saccheggi e dai soprusi compiuti dagli invasori che si preparavano alla ritirata, si rese protagonista di atti di eroismo e di martirio per contrastare la violenza perpetrata dagli occupanti, sia nel centro urbano che nelle campagne, che causò rastrellamenti e numerose vittime innocenti. Splendido esempio di identità comunitaria e alto spirito umanitario, orientati ad affermare i valori di libertà e giustizia.»

Motivazione della Medaglia d’oro al valor civile, 2016

I luoghi della memoria

Un anno dopo, il 21 settembre 1944, la città ricordò quel giorno con una lapide:

Nel tragico giorno 21 IX 1943
mentre i tedeschi devastatori
compivano orrenda strage
di ostaggi innocenti
il popolo materano
sorto in armi
cacciava il feroce nemico
e col sacrificio
di suoi animosi figli
si ridonava alla libertà.

Monito agli oppressori
incitamento agli oppressi.

Lapide commemorativa, Matera, 21 settembre 1944

A Matera ricordano quel giorno un cippo in marmo presso l’ex palazzo della Milizia, le lapidi in via Lucana, sulla facciata dell’ex sede della Guardia di Finanza e sul lato del palazzo del Governo, il monumento presso il Municipio e lo stadio “XXI Settembre”, intitolato alla data dell’insurrezione. Ogni anno, il 21 settembre, la città commemora i suoi Caduti.

Le testimonianze più note di quei fatti sono quelle del sottotenente Francesco Paolo Nitti (Le giornate di Matera) e di Carlo Levi (Tre ore di Matera, 1952).

Fonti