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Monumenti e luoghi
I monumenti, le lapidi e i luoghi della memoria dei comuni in cui sono presenti le nostre Sezioni. Molti sono censiti anche dal Ministero della Cultura nel Catalogo generale dei Beni Culturali.

Potenza (PZ)
Monumento ai Caduti della Grande Guerra
Parco di Montereale

Genzano di Lucania (PZ)
Monumento ai Caduti
foto storica

Rionero in Vulture (PZ)
Stele ai Trucidati della Seconda guerra mondiale
La storia dell’eccidio del 24 settembre 1943 →

Tramutola (PZ)
“Pensiero alla Pace”, monumento ai Caduti di tutte le guerre
opera di Giovanni Venditti, anni ’70

Matera (MT)
Monumento ai Caduti
opera di Benedetto D’Amore, 1926

Bernalda (MT)
Cerimonia in onore dei Caduti della Grande Guerra
piazza Plebiscito, anni ’20

Pisticci (MT)
Monumento ai Caduti
Piazza dei Caduti
Le fotografie provengono da Wikimedia Commons, in gran parte dal concorso Wiki Loves Monuments, e sono pubblicate secondo le rispettive licenze indicate sotto ogni immagine. Hai foto dei monumenti della tua Sezione, magari scattate durante le cerimonie? Inviacele.
Le schede del Catalogo
I monumenti delle nostre Sezioni sono stati schedati nel 2014 dal Ministero della Cultura nel censimento dei monumenti ai Caduti della Grande Guerra. Di seguito, per ciascuno, i dati e la descrizione tratti dal Catalogo generale dei Beni Culturali. Per Acerenza e Tramutola il Catalogo scheda la lapide ai Caduti della Grande Guerra, per Rionero in Vulture il monumento di piazza della Vittoria. Per Ruoti la scheda non è ancora disponibile. Dove manca una nostra foto, l’immagine è quella della scheda ministeriale.
Potenza – Monumento ai Caduti della Grande Guerra

- Dove: Villa Montereale, Potenza
- Autore: Giuseppe Garbati (attribuito)
- Datazione: 1925 (concorso vinto dallo scultore nel 1924)
- Materiali: bronzo, marmo, pietra
- Conflitti ricordati: 1915-1918
Su una base a gradini in pietra si erge un cippo in pietra e marmo dalle dimensioni monumentali la cui parte superiore, caratterizzata da una cornice modanata, è intercorsa da un’iscrizione commemorativa. Al di sotto dell’iscrizione, su tutte le facciate dell’opera sono presenti lastre marmoree recanti i nomi dei caduti di Potenza nel corso della Prima guerra mondiale. Al di sopra del cippo è un gruppo scultoreo in bronzo raffigurante una donna vestita all’antica e armata di spada e scudo, che regge fra le braccia una figura maschile ignuda morente. Ai lati del gruppo, sia a destra che a sinistra, sono basi in pietra ornate da festoni con motivi vegetali e nastri sulle quali si trovano due lanterne votive.
POTENZA AI SUOI FIGLI CADUTI
Iscrizione dedicatoria
Nel 1924 lo scultore Garbati vinse il concorso per la realizzazione del monumento, presentando un bozzetto dell’opera che lo fece primeggiare sugli altri quattro partecipanti.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168781, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: Basilicata Calabria, Touring Club, 1980; La Basilicata nel mondo: rivista mensile illustrata, Tip. Giannini, Napoli 1925. Noviello F. Storia e Storiografia dell’arte pittorica popolare in Lucania e nella Basilicata, Osanna Venosa, 1986
Avigliano – Monumento ai Caduti

- Dove: Villa comunale, Avigliano
- Autore: Carmine Filippone (attribuito)
- Datazione: 1929; inaugurato il 25 maggio 1930
- Materiali: bronzo, pietra
- Conflitti ricordati: 1915-1918
Su una montagna in pietra si staglia un gruppo bronzeo in cui si distinguono un soldato a petto nudo raffigurato nell’azione di proteggere una donna dalla corona turrita (personificazione della Patria) con una fiaccola in mano e il bambino che lei porta in braccio, mentre ai piedi della figura femminile è accasciato un altro soldato che abbraccia una bandiera. Poco al di sotto, altre sculture in bronzo rappresentano una figura femminile vestita all’antica, con un libro in mano intenta a leggerne il contenuto ad un bambino. Alle loro spalle una corona d’alloro circondante un cartiglio con iscrizione dedicatoria. Sugli altri tre lati della montagna in pietra si possono ammirare tre bassorilievi in bronzo firmati dall’autore con scene differenti: il primo, sul lato destro dell’opera guardando la facciata principale del monumento, raffigura una fila di civili; il secondo, su lato posteriore, rappresenta un soldato su un cocchio con cavallo; il terzo, su lato sinistro, un soldato in trincea con armi.
AGLI AVIGLIANESI / CADUTI PER LA PATRIA / I FRATELLI DEL NORD AMERICA / PER RICONGIUNGERE NEL BRONZO / I VINCOLI IDEALI / CHE UNISCONO ED AFFRATELLANO / I FIGLI DI AVIGLIANO / D’ OLTRETOMBA E D’OLTREMARE / A. D. MCMXXIX
Iscrizione dedicatoria
Nel 1924 si era costituito il comitato pro-monumento ai caduti che avrebbe poi raccolto la somma necessaria per la realizzazione dell’opera definitiva, inaugurata il 25 Maggio del 1930. L’autore dell’opera, Carmine Filippone, fu un valoroso combattente della guerra 1915-18 e sue opere si possono trovare anche nel territorio avellinese.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168708, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: Archivio di Stato di Potenza, Prefettura Inventario, 1926- 56; La Basilicata nel mondo: rivista mensile illustrata, Tip. Giannini, Napoli 1924, p.168.
Acerenza – Lapide ai Caduti della Grande Guerra

- Dove: Torre dell'orologio, Acerenza
- Datazione: 1921
- Materiali: ferro, marmo bianco
- Conflitti ricordati: 1915-1918
La lapide, che presenta la forma di semicerchio nella parte superiore, è sormontata ai due lati da tralci di alloro e di quercia in ferro battuto recanti iscrizioni a rilievo. La parte centrale della lapide è caratterizzata da decori a rilievo nel marmo che rappresentano un tralcio di foglie legate da un nastro e una semi-corona di foglie tenute da un fiocco che incornicia l’iscrizione dedicatoria ai caduti della città. La lapide presenta, alle due estremità inferiori di base, delle lanterne in ferro utili alla sua illuminazione mentre la parte superiore e terminale della lapide presenta decori incisi raffiguranti fogliame, intercorsi da nastri e, ai due lati estremi, due fregi a forma di conchiglia.
IL POPOLO AI SUOI CARI FIGLI
Iscrizione dedicatoria
La lapide è affissa sulla facciata principale di un palazzo che è considerato essere l’ultima testimonianza di una cinta muraria facente parte di un castello di epoca longobarda. Nel 1925 la lapide è menzionata in un testo dell’epoca come esempio di monumenti ai caduti della Grande guerra.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168710, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: Guida d’Italia- Basilicata e Calabria, Touring Club 1980; La Basilicata nel mondo : rivista mensile illustrata, Tip. Giannini, Napoli 1925.
Genzano di Lucania – Monumento ai Caduti

- Dove: Villa comunale, Genzano di Lucania
- Autore: Vito Antonio De Bellis (attribuito)
- Datazione: 1922; inaugurato il 19 maggio 1923
- Materiali: bronzo, marmo, pietra
- Conflitti ricordati: 1915-1918; due stele laterali con i Caduti della Seconda guerra mondiale
Il monumento a cippo è caratterizzato, in alto, dalla presenza di una statua bronzea poggiante su un globo di pietra: si tratta di una figura di soldato che innalza al cielo con la mano destra la bandiera e tra i piedi ha un’aquila ferita. La facciata principale del cippo che funge da basamento presenta una festone bronzeo con motivo vegetale e l’iscrizione commemorativa. Sulle altre facce del monumento sono presenti i nomi dei caduti della Grande Guerra originari di Genzano di Lucania. Le facciate laterali, destra e sinistra, presentano in basso la mezza figura di un leone accovacciato ritratto nell’atto di ruggire. Ai lati del monumento si trovano due steli recanti i nomi dei caduti della Seconda guerra mondiale.
MCMXV-MCMXVII / E BEN RISORGE E VINCE / CHI PER LA PATRIA CADE / NELLA SANTA LUCE DELLE ARMI / GENZANO AI SUOI PRODI / 1922 A. XIV
Iscrizione dedicatoria
Il monumento è stato inaugurato nel 1923, il 19 Maggio ed è stato voluto da un comitato Pro-monumento che già dal 1920 ha cominciato a raccogliere i soldi necessari per la sua realizzazione. L’autore del monumento è lo scultore Vito Antonio de Bellis, che si formò a Napoli e fu attivo in Puglia e Basilicata.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168742, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: De Venere L., Pittori e scultori a Bari negli anni ’30 e ’40, Bari, 1991; D’Alba A., Un personaggio rutiglianese dimenticato: Vitantonio de Bellis, in ArcheoRutigliano, n. 8 del 30 Luglio 1994; Farese Sperken C., La scultura monumentale in Puglia nell’Ottocento e nel Novecento, Bari, 2008
Rionero in Vulture – Monumento ai Caduti della Grande Guerra

- Dove: Piazza della Vittoria, Rionero in Vulture
- Autore: Giuseppe Pellegrini (attribuito)
- Datazione: inaugurato il 26 giugno 1927
- Materiali: bronzo, marmo, pietra
- Conflitti ricordati: 1915-1918
Al di sopra di una breve gradinata in pietra si erge un basamento in marmo a base rettangolare, caratterizzato in basso da un bassorilievo in bronzo a motivi vegetali con una stella al centro, ed ornato sul lato destro e sinistro da due leoni in bronzo, mentre sulla facciata principale presenta un’iscrizione dedicatoria al di sotto della quale è un bassorilievo in bronzo raffigurante lo stemma della città di Rionero in Vulture sovrastato da una corona. Le facciate laterali e la facciata posteriore presentano i nomi dei caduti della Prima guerra mondiale. Al di sopra del basamento è un cippo marmoreo sulla cui sommità sono due figure in bronzo, due giovani soldati, uno colto nell’atto di lanciare la bomba che stringe nella mano, l’altro con la baionetta innestata al fucile, predisposto all’assalto. Alle spalle delle due sculture s’innalza una colonna in marmo, ornata da due corone di alloro in bronzo, sulla cui sommità si trova una statua bronzea raffigurante una figura femminile con scudo, lancia ed elmetto.
RIONERO IN VULTURE / AI SUOI CADUTI / NELLA GUERRA E PER LA GUERRA / 1915-1918
Iscrizione dedicatoria
L’opera fu inaugurata il 26 Giugno 1927 e venne realizzata dallo scultore napoletano Giuseppe Pellegrini, che nel 1924 aveva realizzato un monumento molto simile a Napoli in piazza Principe di Napoli, dedicato sempre ai caduti della Prima guerra mondiale.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168783, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: Catenacci G., Inaugurandosi il Monumento dei Caduti di Rionero in Vulture, tip. Del Secolo, Melfi 1927; Touring Editore, Campania, Milano 1981; La Basilicata nel mondo: rivista mensile illustrata, Tip. Giannini, Napoli 1927.
Tramutola – Lapide ai Caduti della Grande Guerra

- Dove: Palazzo del Municipio, Tramutola
- Datazione: 1924
- Materiali: bronzo, granito, marmo
- Conflitti ricordati: 1915-1918
La lastra marmorea di forma rettangolare, affissa alla parete del Palazzo comunale del paese, presenta nella parte terminale superiore, al di sopra di una cornice in marmo modanata, un elemento in marmo dalla forma geometrica che funge da sfondo ad una piccola scultura bronzea raffigurante un’aquila dalle ali spiegate che si erge su un pilastro di granito verde attraversante la lapide per tutta la sua lunghezza. Al di sotto della scultura è un bassorilievo in bronzo raffigurante lo stemma della città di Tramutola circondato da un tondo ornamentale dalle cui estremità partono due festoni, uno a destra e l’altro a sinistra, che presentano tondi terminali con motivi floreali. L’elenco dei caduti della Prima guerra mondiale è diviso sulle due lastre laterali in cui il pilastro separa la lapide, caratterizzata nella parte terminale inferiore da una mensola con due volute incornicianti una iscrizione dedicatoria.
TRAMUTOLA / ORGOGLIOSA DEI SUOI FIGLI CADUTI PER LA PATRIA / NE ETERNA I NOMI / TANTO OLOCAUSTO SIA DI SPRONE / ALLE FUTURE GENERAZIONI / XXIV-V-X
Iscrizione dedicatoria
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168807, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF.
Matera – Monumento ai Caduti della Grande Guerra
- Dove: Piazza Vittorio Veneto, Matera
- Autore: Benedetto D’Amore (1882-1960) (attribuito)
- Datazione: inaugurato il 13 maggio 1926 (l’iscrizione reca la data XX settembre MCMXXV)
- Materiali: bronzo, marmo, pietra
- Conflitti ricordati: 1915-1918
L’opera si erge su un basamento in pietra a gradini sulle cui due facciate, posteriore e anteriore, sono state poste le iscrizioni relative ai caduti nel corso della Prima guerra mondiale. Sui due lati lunghi del basamento si stagliano, da un lato e dall’altro, due figure di soldati con spada, raffigurati semi-sdraiati nella posa e con le fattezze di eroi del mondo classico. Le due figure in bronzo poggiano i gomiti sulla base in pietra di una struttura a tre colonne doriche legate da una breve trabeazione su cui spiccano tre medaglioni in bronzo, che raffigurano da un lato e dall’altro, un’ancora, un elmo ed un paio di ali d’aquila. A terra, sui gradini del basamento è collocata una corona di filo spinato in metallo recante l’iscrizione a rilievo “I combattenti ai compagni caduti Maggio 1926” . Sempre a terra, davanti al monumento due tondi in pietra, incastonati nel pavimento recano ulteriori iscrizioni per la commemorazione dei caduti di altre guerre e risultano di epoca successiva.
MATERA / AI SUOI FIGLI GLORIOSAMENTE MORTI / NELLA GRANDE GUERRA MCMXV MCMXVIII / XX SETTEMBRE MCMXXV
Iscrizione dedicatoria
L’inaugurazione del monumento è avvenuta il 13 Maggio 1926 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. L’opera è firmata dall’autore nella parte posteriore destra, alla base di una delle due sculture bronzee. Nel 1993 il monumento, in concomitanza con i lavori di restauro di piazza Vittorio Veneto, viene spostato dalla zona centrale e collocato nella zona in cui si trova attualmente. L’opera realizzata dallo scultore siciliano Benedetto D’Amore, che allestì il suo studio d’arte a Roma, riecheggia nella fluidità delle linee, nel recupero delle soluzioni figurative classicheggianti e nell’andamento curvilineo delle sculture le scelte dello stile liberty del XIX e XX secolo e colloca l’autore all’interno di quella tendenza artistico-culturale conosciuta anche con il nome di Modernismo internazionale.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168705, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: Morelli M., Storia di Matera, Matera, Fr.lli Montemurro 1963. Rizzo R., Sirchio M.C., Scultori Siciliani XIX e XX secolo, Palermo, Dario Flaccovio Editore 2009; Chi è? Dizionario degli italiani d’oggi, Roma, Casa editrice Cenacolo 1940
Bernalda – Monumento ai Caduti

- Dove: Piazza Plebiscito, Bernalda
- Datazione: 1923-1925; il fante in bronzo sulla sommità è degli anni Ottanta
- Materiali: marmo bianco
- Conflitti ricordati: 1915-1918; sul retro i Caduti della Seconda guerra mondiale
Monumento a cippo in marmo che presenta sulla facciata principale, ai lati, l’indicazione incisa degli anni MCMXV e MCMXVIII e, nella zona centrale, un altorilievo raffigurante una corona di alloro con un nastro che incornicia un pugnale. Al di sotto dell’altorilievo vi è l’incisione relativa alla dedica ai caduti della città. Le altre facciate del monumento risultano prive di decori e incisioni, tranne quella posteriore che presenta i nomi dei caduti di Bernalda della Seconda guerra mondiale. Il fante sulla sommità del cippo, invece, è di epoca successiva.
MCMXV – MCMXVIII / BERNALDA AI SUOI CADUTI
Iscrizione dedicatoria
L’opera è stata realizzata nel corso dell’amministrazione di Achille Armento, sindaco di Bernalda, successivamente alla prima guerra mondiale, tra il 1923 e il 1925. Mentre la statua bronzea sulla sommità del cippo risulta essere opera di un autore locale ed è stato realizzato agli inizi degli anni 80 del XX secolo.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168719, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: D’Angella G., Storia Camarda e Bernarda, Centro Studi Gymnasium, Pisticci 1983.
Pisticci – Monumento ai Caduti

- Dove: Piazza ai caduti, Pisticci
- Autore: Francesco Corrente (attribuito)
- Datazione: 1926
- Materiali: marmo, pietra
- Conflitti ricordati: 1915-1918
L’opera si erge su un una base a gradini cui segue un basamento a pianta greca in pietra sormontato sulla facciata principale da una statua raffigurante un leone e, sulle facciate laterali, da pilastri di piccole dimensioni che nella parte finale presentano delle fiaccole accese e croci decorative. La facciata principale e posteriore presentano una lapide marmorea, caratterizzata dalla parte superiore ad arco, che raccoglie i nomi dei caduti della Prima guerra mondiale. Al di sopra del basamento è un cippo di grandi dimensioni in pietra che sulla facciata anteriore e posteriore presenta una lastra in marmo in cui sono elencati ulteriori nomi dei caduti della Prima guerra mondiale. Al di sopra del cippo è un gruppo scultoreo in pietra raffigurante una figura femminile alata che sovrasta la figura di un soldato in piedi.
L’opera venne inaugurata nell’estate del 1926.
Fonte: Catalogo generale dei Beni Culturali (ICCD), scheda OA 17 00168779, compilata da Elisabetta Florio (2014) – scheda in PDF. Bibliografia: Archivio di Stato di Potenza, Prefettura inventario, 1926-56; La Basilicata nel mondo: rivista mensile illustrata, Tip. Giannini, Napoli 1926







