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Francesco Caggiano

- Luogo di nascita: Pomarico (MT)
- Provincia: Matera
- Decorazione: Medaglia d’Oro al Valor Militare
Francesco Caggiano nacque a Pomarico il 18 dicembre 1895 da Giuseppe Arcangelo e da Aurora Giordano. I genitori appartenevano a famiglia di alta reputazione morale e spirituale: il nonno era stato guardia di Onore del Re delle Due Sicilie. La madre di Francesco Caggiano morì tre anni dopo la nascita del figlio il quale crebbe curato amorosamente dal padre che gli inculcò i più elevati sentimenti di onore, di Patria e di religione. La giovinezza dell’eroe fu permeata delle più ardimentose imprese tanto che si impose ai suoi coetani che lo chiamavano il loro capo. Frequentò gli studi prima a Taranto e poi a Potenza ove frequentò una scuola privata diretta da un professore di Pomarico, Domenico Scan-diffio, che lo seguì con cuore paterno fino alla sua gloriosa morte. Il suo spirito vivace, aperta ed altamente comprensivo, si permeò di amore di Patria e si nutrì delle gesta eroiche dei nostri soldati in Libia. Aveva nel cuore i fratelli oppressi a Trento ed a Trieste e sapeva accendere i suoi compagni di scuola del più puro entusiasmo. Nonostante la sua giovanissima età divenne interventista ardente e, a 19 anni, si arruolò nel 9° Reggimento Fanteria ove conseguì, poco dopo, il grado di Sergente. Il 24 maggio 1915 varcava, tra i primi, i confini austriaci. Tutte le lettere inviate al padre, ai professori ed agli amici parlavano della sua gioia di servire la Patria in guerra. Prese parte a numerose azioni ma nel settembre 1915, in una trincea del Carso, si ammalò di pleurite e polmonite. Rimase ricoverato in Ospedale per 28 giorni e fu poi inviato in licenza di convalescenza di 60 giorni. Prima che questa scadesse, chiese di tornare in trincea mentre, per il male patito, poteva essere destinato ai servizi sedentari. Un suo fraterno, amico, Francesco Fiore, ricorda che quando egli partì da Pomarico per Modena, l’Eroe lo salutò con queste parole: «ci rivedremo sul Carso». Tornato in prima linea fu assegnato alla 10a Compagnia del 156° Reggimento Fanteria ove emerse per il suo eroico comportamento. Era sempre il primo in tutte le azioni rischiose, stimolando tutti col suo esempio e con il suo incitamento. La vita sfibrante e dolorosa della trincea anziché avvilirlo lo rendeva più forte e più deciso. Nell’agosto del 1916 egli scattò all’assalto di una posizione nemica con il suo reparto; ad un certo momento, l’ufficiale comandante cadde colpito a morte e poco dopo cadevano tutti gli altri ufficiali che lo avevano a mano a mano sostituito. La compagnia, rimasta senza Ufficiali, tentennò ma davanti a tutti balzò il valoroso sergente Caggiano che con la parola e con l’esempio, primo fra tutti, rianimò i superstiti e si lanciò all’attacco della posizione nemica. L’impeto dei combattenti fu così possente che il nemico indetreggiò scon fitto. Per questa azione fu decorato della Medaglia d’Oro al V.M. con la seguente motivazione: «Durante l’azione svoltasi il 4 agosto 1916, caduti tutti gli Ufficiali della compagnia, ne assumeva il comando trascinandola vittoriosamente all’attacco» Monfalcone 4 agosto 1916 (Dall’Albo dei Decorati al V.M. dell’istituto del Nastro Azzurro – Sez. Prov. di Matera Pag. 9).
Dell’alta onorificenza non si insuperbì anzi continuò a prodigarsi con semplicità e passione nel suo dovere di soldato. Il 30 agosto scriveva al padre augurandosi di star bene solo: «per potere compiere tutto intero il mio dovere di cittadino e di soldato per la difesa dei diritti della nostra cara Patria… sappiate che ognuno di noi ha un destino ma, se il mio è quello che voi non desiderate vi raccomando di essere forte».
Il 26 ottobre 1916 nell’azione di Nova-Vas che già era costata numerosissime perdite, egli, per animare i soldati, balzò fuori dalla trincea per incoraggiare tutti gli uomini della compagnia a seguirlo nell’attacco. Nonostante la pioggia dei proiettili, egli continuava nel nobile incitamento quando una palla al cuore stroncò la Sua brillante ed esemplare giovinezza. Non aveva che 20 anni! La Sua memoria fu decorata di altra Medaglia di Argento al V.M. con la seguente motivazione: «Durante un’azione, caduti tutti gli Ufficiali della propria compagnia assumeva il comando del reparto e con mirabile slancio ed ardimento, sotto l’inteso fuoco nemico, la conduceva vittoriosamente all’assalto. In altra circostanza, mentre in trincea coraggiosamente si esponeva per rincuorare i dipendenti, veniva colpito a morte da proiettili avversari» (Monfalcone, 4 agosto 1916 – Nova-Vas 26 ottobre 1916 -Caduto sul Carso a quota 208).
Fu anche proposto per la nomina a Sottotenente per merito di guerra ma la morte lo colse prima che il provvedimento potesse essere approvato.
La famiglia chiese che la salma dell’eroica Medaglia d’Oro tornasse a Pomarico. Il desiderio venne accolto e la gloriosa salma giunse a Pomarico il 18 settembre 1923 ove le furono tributate solenni onoranze alla presenza di tutte le Autorità provinciali e di un plotone del 29° Reggimento Fanteria giunto da Potenza. La salma venne portata a spalla da Ufficiali in congedo e dallo stesso Tenente che comandava il reparto di fanteria venuta a rendere gli onori militari. Una pioggia di fiori coprì lungo tutto il cammino il Tricolore che fasciava la bara dell’Eroe.
Un grande atto di fede ha compiuto la scuola di Pomarico che il 20 maggio 1955 è stata intitolata a Francesco Caggiano mentre l’insegnante di Lauria ed Autorità con nobili parole ricordavano il glorioso cammino dell’Eroe.
Nello stesso Sacrario di famiglia, che è divenuto un’Ara per i cittadini di Pomarico, riposa un altro fratello dell’Eroe, l’aviatore Tommaso Caggiano che, dopo di aver prestato intenso servizio combattendo su tutti i fronti, periva a Venezia in un incidente di volo a 36 anni.
A questa nobilissima famiglia di Eroi va il saluto di riconoscenza e di ammirazione dei lucani.
Fonte: Testo tratto da Bartolo Gianturco, Medaglie d’Oro al Valor Militare della Basilicata, Potenza, 1972; ristampa a cura dell’ANCR e del Comune di Avigliano, 2024.




