Giorgio Rossi

  • Luogo di nascita: Potenza (PZ)
  • Provincia: Potenza
  • Decorazione: Medaglia d’Oro al Valor Militare
  • Nota: Non è una Medaglia d’Oro al Valor Militare (nota dell’indice del libro).
  • Sezione ANCR: Sezione di Potenza

Il Colonnello Pilota Giorgio Rossi, nacque a Potenza il 17 aprile 1905 da Alessandro e da Ferrari Virginia. Sin dalla prima giovinezza mostrò una grande passione per l’aeronautica e, appena fu possibile, si arruolò nell’arma Azzurra.

Si fece subito notare per la serietà, l’attaccamento allo studio e la facilità con cui apprendeva tutte le notizie tecniche del volo.

Nel febbraio 1938 fondò in Italia la scuola di volo senza visibilità e la diresse sia in pace che in guerra fino al 1° giugno 1942 quando fu chiamato a prendere il comando dell’8° storno da bombardamento terrestre che tenne fino al marzo 1943.

Per le sue particolari attitudini fu prescelto, nel 1922, per la Crociera del Decennale in qualità di Pilota. Si trattava di una manifestazione mai tentata da alcuno e, da molti tecnici stranieri, ritenuta impossibile o, quanto meno, gravida di inconvenienti. Una massa imponente di apparecchi italiani doveva attraversare l’atlantico fino all’America del Sud, visitare vari Paesi latini, risalire tutta l’America, giungere negli Stati Uniti e poi ritornare a Roma. L’ammirazione suscitata in tutto il mondo, dal felice esito dell’impresa non ebbe misura, mentre in Italia si inaugurava un numero imponente di Opere pubbliche, entravano in funzione innumerevoli acquedotti, le strade rifatte funzionalmente solcavano tutto il Paese, la crisi economica che attanagliava molti paesi d’Europa e gli stessi Stati Uniti era sconosciuta in Italia. La Crociera del decennale rappresentava la consacrazione di un decennio di lavoro intenso, urbanico e prestabilito. Gli italiani furono accolti ovunque come trionfatori. Fra le tante manifestazioni di esaltazione delle quali furono oggetto gli italiani, si ricorda quella significativa avvenuta nelle grandi città degli Stati Uniti ove sui cartelli, annunzianti che vi erano abitazioni disponibili per essere date in fitto, vi era l’aggiunta: «non si fittano ai negri, ai cinesi ed agli italiani». L’annunzio del felice volo della Crociera fece cancellare immediatamente l’offensivo accenno all’Italia e la nostra Patria salì assai in alto nel rispetto del mondo. Guidava la Crociera Italo Balbo, grande animatore e valoroso soldato caduto poi in guerra. I piloti, per la durissima prova sopportata e ritenuta quasi impossibile, furono decorati della Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico, tra questi il nostro Giorgio Rossi, Capitano Pilota.

Questo Eroe fu poi chiamato a partecipare alle azioni di guerra per la rioccupazione della Tripolitania e della Cirenaica. Come è noto, alla vigilia della guerra 15-18 gli arabi, i berberi e i senussiti, spinti ed armati dai francesi e dagli inglesi che mal vedevano l’affermazione dell’Italia sulla 4a sponda, inizia rono molte azioni contro i nostri posti avanzati e contro le stesse città occupate. Dovendo dedicare i maggiori sforzi alla guerra contro l’Austria, le truppe italiane preferirono ritirarsi sulla costa e specificamente a Tripoli ed a Bengasi tanto più che agli indigeni si erano uniti i turchi che speravano di ritornare nelle zone d’influenza dalle quali erano stati scacciati. Dopo la vittoria contro l’impero Austro-ungarico, fu necessario riprendere le operazioni per la riconquista della Libia. Vi furono numerosi combattimenti tutti a noi favorevoli ma il covo degli ribelli restava sempre a Cufra che è un gruppo di oasi nel deserto libico ed uno dei centri più abitati e più antichi che si conoscano. Dista 370 chilometri da Giada, 540, chilometri da Giarabub, oltre 600 chilometri da l’oasi di Tarafra ed altri 600 dal Tibesti. Il gruppo delle oasi di Cufra era ritenuto imprendibile sia per la enorme distanza dalla costa e sia per la posizione topografica delle diverse oasi. Per queste ragioni fu prescelta come il centro di raccolta dei ribelli i quali, con la loro grande mobilità, aggredivano all’improvviso nostri centri organizzati e poi scomparivano. La rioccupazione dell’oasi fu affidata al saggio ed eroico Generale Graziani che si servì dell’aviazione per la ricognizione dei luoghi e per appurare l’ammassamento dei nemici che si rendevano invisibili, mimitizzandosi col terreno ed in maniera sorprendente in modo che i nostri aviatori dovevano esporsi continuamente in voli a bassissima quota per individuare i ribelli. Tra i più audaci aviatori che fornirono preziose notizie al generale Graziani, che potette occupare Cufra, dopo una dura battaglia nella quale fu efficacemente coadiuvato dal Duca d’Aosta Comandante dei Mekaristi, che in un momento decisivo intervenne di sua iniziativa nella battaglia cogliendo alle spalle il nemico, fu Rossi Giorgio che venne decorato di una Medaglia d’Argento al V.M. perchè «Pilota di aeroplano si prodigava in numerosi collegamenti compiendo, in breve periodo, oltre 140 ore di volo di guerra. Nelle operazioni compiute nel Gebel, rendeva segnalati servizi ai Comandi a terra. Partecipava con ricognizioni e bombardamenti alle operazioni con preziose informazioni sulla forza e dislocazione dei ribelli, per l’occupazione di Cufra, dando indubbie prove di valore e di ardimento». (Cielo del Gebel, Di Gialo, di Cufra -maggio-novembre 1930).

Il Capitano Rossi Giorgio era un esempio per tutti. Amava il suo apparecchio, il volo, il cielo e, ogni volta che ne aveva la possibilità, saltava sul suo aereo dando consigli ed esempio ai giovani piloti. Ma un giorno l’aereo lo tradì. Era 1’8 giugno 1943 e, in un incidente di volo cadde dal cielo a Gioia del Colle, nei pressi dell’aeroporto, una vera e propria beffa del destino. Quando questo valoroso aprì gli occhi alla luce del sole, il padre era Capitano al 29° Reggimento Fanteria in Potenza.


Fonte: Testo tratto da Bartolo Gianturco, Medaglie d’Oro al Valor Militare della Basilicata, Potenza, 1972; ristampa a cura dell’ANCR e del Comune di Avigliano, 2024.

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