Donato Sanità

SANITÀ DONATO

Sanità Donato è nato in Tolve il 10 marzo 1917. E’ stato un giovane sempre ardito ed audace per il quale non vi erano ostacoli che non potessero essere superati. Chiamato alle armi si dimostrò un ottimo soldato, sempre pronto ad affrontare anche le situazioni più pericolose. Diede continue prove di coraggio e di intraprendenza anche nelle condizioni più difficili per cui ottenne una Medaglia d’Argento al V. M. e la promozione ad Aiutante di battaglia per merito di guerra. Gli avvenimenti dell’armistizio lo sorpresero a Viterbo ove s’ trovava ricoverato in cattive condizioni di salute. Appena si fu rimesso, attraversò la linea di combattimento e si portò nell’Italia Meridionale ove continuò a combattere mostrando grande ardimento. Rimase gravemente mutilato e fu decorato di Medaglia d’Oro al V. M.. Fu raccolto dalle truppe tedesche che lo curarono in primo momento. Fu poi definitivamente curato dai medici italiani quando raggiunsero la zona.

La motivazione della Medaglia d’Oro è la seguente:

«Sottufficiale animato da autenticissimo amore di Patria, da elevato spirito di sacrificio e da assoluta dedizione al dovere, aveva già ottenuto una promozione ad aiutante di battaglia per merito di guerra ed una Medaglia d’Argento al Valore Militare. L’8 settembre 1943 lo trovò nella zona di Viterbo in cattive condizioni di salute per i gravi disagi sofferti. Chiaritasi la situazione, attarversava la linea di combattimento per continuare a servire la Patria. Si offriva quindi volontario per una rischiosa missione di guerra in territorio italiano occupato dai tedeschi. Malgrado i disagi e le difficoltà di ogni genere, con ammirevole ardimento e somma accortezza, assolse brillantemente il compito assegnatogli. Si accingeva quindi ad attraversare le linee, ma sorpreso e ferito da una pattuglia tedesca e travolto poi da una mina, rimase per alcuni giorni tra la vita e la morte. Soccorso infine e sottoposto all’amputazione della gamba sinistra e del piede destro, sopportò le gravissime sofferenze con sereno stoicismo. – Giunte nella zona le truppe liberatrici, agli Ufficiali che lo visitarono, immemore del sacrificio della sua fiorente giovinezza, manifestava una sola speranza, chiedeva un solo premio, servire la Patria, servirla ancora devotamente. Fulgido esempio di completa dedizione al dovere». (Zona di Ancona (Chieti) – Gennaio – Giugno 1944 –


Fonte: Testo tratto da Bartolo Gianturco, Medaglie d’Oro al Valor Militare della Basilicata, Potenza, 1972; ristampa a cura dell’ANCR e del Comune di Avigliano, 2024.

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