Dott. Michele Ferrara

11 Dott. Michele Ferrara nacque a Melfi il 9 giugno 1910 da Cleto Ettore Ferrara e da Spirito Elvira.

11 2 agosto 1933 conseguì a Napoli la laurea in medicina e chirurgia e, nel dicembre dello stesso anno, il diploma di abilitazione all’esercizio professionale. Nel 1934 vinse il concorso a medico provinciale aggiunto classificandosi al secondo posto su 58 concorrenti. A seguito di tale concorso fu assegnato alla Prefettura di Perugia ove Egli si fece subito molto apprezzare per la salda preparazione, per valore professionale, per vivacità di ingegno e per scrupolosità nell’adempimento dei suoi doveri tanto che fu chiamato a Roma alla Direzione Generale della Sanità pubblica. Insoddisfatto del lavoro di ufficio ed animato da un alto senso di apostolato umano, dopo un anno si dimise e nell’anno successivo, nel febbraio 1937, superato un diffìcile concorso, veniva nominato assistente medico chirurgo negli Ospedali Riuniti di Roma ed assegnato al Policlinico «Umberto 1°» in un reparto chirurgico. Vinse poi un altro concorso nell’istituto della Previdenza Sociale e conseguì il titolo di specialista in tisiologia. Pubblicava intanto numerosi lavori sulle malattie polmonari. Il 5 giugno 1940, rispondendo all’appello della Patria, Egli si imbarcava volontario per l’Africa Settentrionale. Nei diversi combattimenti, indifferente ai proiettili che gli piovevano intorno, assistette i feriti ed i caduti con un altruismo impressionante e con un senso di apostolato da suscitare l’ammirazione di tutti i soldati e dei suoi superiori che varie volte lo encomiarono ripetutamente. Egli scrisse ai genitori si essere fiero di svolgere quest’opera pericolosa, orgoglioso di queste prove a cui era chiamato dicendosi felice di trovarsi fra quelli che «hanno l’onore di sacrifici più duri e della lotta più alta». Egli scriveva ancora: «verrà il giorno in cui da questi nostri sacrifici prenderà il volo la Vittoria, la luminosa, grande vittoria che sarà tanto più pura quanto più eroicamente conquistata».

Con questi elevatissimi sentimenti egli continuerà a prestare la sua opera fra mille pericoli fino a che la morte lo coglierà come un grande apostolo sacrificato dalla nobiltà della sua missione e dal puro sentimento con cui la esercitava. Gli venne conferito la Medaglia d’Oro con una motivazione che dovrebbe essere trascritta su di una lapide in tutte le facoltà di medicina d’Italia, e negli Ospedali Militari e nella Direzione della Sanità. E’ una motivazione che non si può leggere che stando in piedi, a capo chino in atto di riverente ammirazione, una motivazione che esalta e commuove, che illumina la via del sacrificio ed indica la via del dovere a tutti i medici ed a tutti i soldati: bisogna stare in piedi e sull’attenti quando una di queste motivazioni si legge: «Ufficiale medico volontario di guerra in terra d’Africa, in zona aspramente contesa destinata a servizi arretrati, chiedeva ed otteneva l’assegnazione nei reparti di primissima linea. Riuscito a raggiungere una località avanzata, già accerchiata dal nemico, durante vari giorni di accanita battaglia, animoso e temerario, era costantemente sulle posizioni più esposte per assolvere il suo dovere. Non volle tregua alla generosa fatica e rifiutò l’avvicendamento. Sotto intenso bombardamento nemico da terra, dal cielo e dal mare, benché ripetutamente invitato ad abbandonare la banchetta soggetta a tutte le offese dove, con stoica fermezza, era intento a salvare l’altrui vita, volle rimanere sul posto fino a quando, mortalmente ferito, cadeva col bisturi fra le mani. Fervente patriota, di purissima fede, eroica figura di medico e di soldato sempre pronto in sei mesi di guerra all’offerta estrema per l’assolvimento della generosa e nobile missione». BARDIA (Africa Settentrionale) 2 gennaio 1941 XIX.

Il Generale Ingravalle, direttore della Sanità Militare, nel comunicare alla famiglia la concessione della Medaglia d’Oro, esaltava «il più santo ed umano dei doveri del medico soldato» ed additava all’ammirazione di tutti i suoi dipendenti questo eroico Soldato e questo Medico dalla vita esemplare, dalla figura gigantesca innalzata nel cielo degli Eroi donde indica a tutti i medici ed a tutti i soldati la nobile via da seguire e l’altissima missione da compiere.

La nobile città di Melfi può andare davvero orgogliosa di questo eroico Apostolo e di questo grande Soldato. Sono tre le Medaglie d’Oro al Valore che onorano Melfi: d’Angelo, Ferrara e Russo.

La Medaglia d’Oro Michele Ferrara venne commemorata il 7 marzo 1942 XX, dal Prof. Dott. Ermanno Fioretti, Presidente dell’Accademia Lancisiana alla quale il dott. Ferrara era stato chiamato a partecipare per le sue dotti pubblicazioni in medicina.


Fonte: Testo tratto da Bartolo Gianturco, Medaglie d’Oro al Valor Militare della Basilicata, Potenza, 1972; ristampa a cura dell’ANCR e del Comune di Avigliano, 2024.

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