I Caduti

In questa sezione raccogliamo i dati e i nomi dei lucani caduti in guerra, dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale, a partire dai comuni delle nostre Sezioni.

Risorgimento e Garibaldini

1848–1870 – Le guerre per l’Unità d’Italia e i volontari garibaldini.

Guerre d’Africa e di Libia

1887–1912 – Le campagne d’Africa e la guerra italo-turca.

Grande Guerra

1915–1918 – Monumenti, Albo d’oro e mutilati di 124 comuni lucani.

Seconda guerra mondiale

1940–1945 – I caduti al fronte, in prigionia e nei lager.

Il prezzo pagato dalla Lucania

Un primo resoconto, guerra per guerra, delle vite perdute e delle ferite riportate dai lucani. Sono riportati solo dati verificati, con la loro fonte; dove un dato certo non è ancora disponibile la casella resta da completare.

ConflittoCadutiMutilati e invalidi
Risorgimento
Insurrezione lucana, agosto 1860
4 civili caduti negli scontri di Potenza del 18 agosto 1860 (Luigi Guerreggiante, Giosuè Romaniello e due figli del sarto Ignazio Crisci: i Caduti del 18 agosto); circa 800 insorti; i volontari lucani seguirono Garibaldi fino alla battaglia del Volturno; Potenza è decorata con la Medaglia d’oro delle Città benemerite del Risorgimentoferiti numerosi, senza cifre certe
Guerre d’Africa e di Libia
1887–1912
[Da completare][Da completare]
Grande Guerra
1915–1918
7.352 caduti nati in Basilicata registrati nell’Albo d’oro: l’1,39% dei caduti italiani, a fronte dell’1,36% della popolazione nazionale; nei 124 comuni studiati da Varuolo, 7.119 nell’Albo d’oro e 6.856 nomi incisi sui monumenti; 536 morti in prigionia2.011 mutilati di guerra nei 117 comuni per cui il dato è riportato (492 in provincia di Matera, 1.519 in provincia di Potenza)
Seconda guerra mondiale
1940–1945
Militari caduti e dispersi: [Da completare]
Civili uccisi nelle stragi naziste del settembre 1943: 52 vittime in 8 episodi, tra cui Matera (26) e Rionero in Vulture
[Da completare]

Un tributo superiore al suo peso

Nella Grande Guerra la Basilicata, allora la regione più piccola e meno popolata d’Italia e una delle più povere, diede alla Patria una quota di caduti superiore al suo peso sulla popolazione nazionale: l’1,39% dei caduti registrati nell’Albo d’oro, contro l’1,36% degli abitanti del Regno nel 1911.

Lo studio di Alessio Fornasin spiega le ragioni di questo sacrificio: i soldati lucani furono arruolati in gran parte nella fanteria, il corpo che pagò il prezzo più alto – ogni anno di guerra vi moriva il 10% degli effettivi – ed ebbero, rispetto al resto d’Italia, una mortalità in combattimento più alta e una mortalità per malattia più bassa: caddero soprattutto in prima linea.

In tutto la Basilicata perse nella Grande Guerra circa 1 abitante su 66 (7.352 caduti su 485.911 abitanti). Nei 124 comuni studiati da Varuolo le cifre dei monumenti e dell’Albo d’oro non coincidono perché le fonti contano in modo diverso: l’Albo registra i caduti per comune di nascita, i monumenti ricordano anche chi era nato altrove e chi morì dopo il congedo. Il dettaglio comune per comune è nella pagina Grande Guerra.

I riconoscimenti

Al valore dei combattenti lucani rendono testimonianza le 25 Medaglie d’Oro al Valor Militare conferite a militari nati in Basilicata, raccolte da Bartolo Gianturco. Per il loro contributo al Risorgimento e alla guerra di liberazione sono state decorate anche tre città lucane:

  • Potenza – Medaglia d’oro delle Città benemerite del Risorgimento nazionale (regio decreto 11 dicembre 1898, n. 501), unico comune lucano a riceverla, per l’insurrezione del 18 agosto 1860: «In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nel glorioso episodio del 18 agosto 1860.»
  • Matera – Medaglia d’argento al valor militare (1966) per l’insurrezione del 21 settembre 1943: «Indignati dai molteplici soprusi perpetrati dal nemico, gruppi di cittadini insorsero contro l’oppressore e combatterono con accanimento, pur con poche armi e munizioni, per più ore…»; e Medaglia d’oro al valor civile (decreto del 19 agosto 2016, consegnata al Quirinale il 17 novembre 2016): «…splendido esempio di identità comunitaria e alto spirito umanitario, orientati ad affermare i valori di libertà e giustizia».
  • Rionero in Vulture – Medaglia d’argento al valor civile per le rappresaglie del settembre 1943: «Centro occupato dalle truppe tedesche, durante l’ultimo conflitto mondiale subì violente rappresaglie e rastrellamenti che provocarono la morte di diciotto concittadini inermi. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche.»

Non è una decorazione di guerra, ma merita di essere ricordata: il 9 novembre 2005 il Presidente della Repubblica ha conferito la Medaglia d’oro al merito civile a nove comuni lucani colpiti dal terremoto del 23 novembre 1980, per l’impegno delle popolazioni nella ricostruzione (la motivazione di Potenza si chiude così: «Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione»): Potenza, Balvano, Bella, Brienza, Castelgrande, Muro Lucano, Pescopagano, Ruvo del Monte e Vietri di Potenza.

Per la Seconda guerra mondiale il dato dei militari caduti e dispersi per comune è nel volume dell’ISTAT Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45 (1957), che stiamo consultando; i nomi si possono verificare uno per uno nella banca dati del Ministero della Difesa.

Fonti del resoconto

Gli elenchi crescono con le ricerche delle Sezioni. Avete notizie o documenti? Scriveteci.