18 agosto 1860: l’insurrezione lucana e la liberazione di Potenza

Da Corleto Perticara a Potenza: l’insurrezione che portò la Basilicata nell’Italia unita, i suoi protagonisti e la Medaglia d’oro del Risorgimento alla città.

Il 18 agosto 1860, mentre Garibaldi risaliva la Calabria, Potenza si liberò dai gendarmi borbonici e la Basilicata proclamò la propria adesione all’Italia unita: è ricordata come la prima regione del Mezzogiorno continentale a unirsi al Regno di Vittorio Emanuele II. Per il valore dimostrato in quella giornata la città di Potenza è stata decorata con la Medaglia d’oro delle Città benemerite del Risorgimento nazionale, unico comune lucano a riceverla.

La preparazione

Dopo la repressione del 1848 la rete dei patrioti lucani si era ricostituita intorno a Giacinto Albini, che da Montemurro organizzò comitati segreti in Basilicata e nelle province vicine. Distrutta Montemurro dal terremoto del dicembre 1857, il centro della cospirazione si spostò a Corleto Perticara, dove nel giugno 1860 nacque il Comitato centrale lucano, con Pietro Lacava tra i suoi membri: il compito era raccogliere uomini, armi e denaro per marciare su Potenza.

Il 13 agosto a Corleto Albini, il colonnello Camillo Boldoni, nominato comandante militare, e il garibaldino Nicola Mignogna, uno dei Mille, fissarono il piano; il 16 agosto, nella piazza del Fosso (da allora piazza del Plebiscito), fu proclamato il governo nazionale. Da tutta la provincia si mossero drappelli armati: da Pietrapertosa, Gallicchio, Aliano, Laurenzana, Montemurro; da Rionero in Vulture marciò il sindaco Giuseppe Michele Giannattasio con i suoi concittadini, da Tramutola Carlo Caputo.

Potenza, 18 agosto 1860

Il 17 agosto le colonne degli insorti erano alle porte di Potenza. La mattina del 18 circa quattrocento gendarmi borbonici, al comando del capitano Salvatore Castagna, rientrarono in città e si concentrarono in piazza del Sedile. La popolazione e la Guardia Nazionale li affrontarono nelle strade del centro, tra piazza del Sedile e via Pretoria; alla testa di un drappello c’era Domenico Asselta di Laurenzana, che rimase ferito. Intanto arrivavano le colonne della provincia: da Avigliano e Ruoti, da Genzano e dal Melfese, da Tricarico e Matera e, con Camillo Boldoni, da Corleto, Calvello, Laurenzana e Anzi. Dopo gli scontri i gendarmi si ritirarono verso Tito e Potenza passò agli insorti.

Caddero quattro cittadini: Luigi Guerreggiante, Giosuè Romaniello e due figli del sarto Ignazio Crisci, uno dei quali di sei o sette anni (il «Corriere Lucano» li chiama Giovanni e Gerardo, altre ricostruzioni Giovanni e Gaetano). Le fonti dell’epoca non concordano sulle perdite dei gendarmi: da undici a ventidue morti. Vedi I Caduti del 18 agosto 1860.

Il governo prodittatoriale e Garibaldi

Il 19 agosto si costituì a Potenza il governo prodittatoriale, con Albini e Mignogna prodittatori e Pietro Lacava tra i segretari; nella giunta di amministrazione sedeva anche Giacomo Racioppi. Dal 23 agosto uscì il «Corriere Lucano», giornale ufficiale del nuovo governo.

Il 2 settembre Garibaldi entrò in Basilicata a Rotonda; il 4, al Fortino di Lagonegro, lo accolsero Mignogna e Lacava con i volontari lucani. Il 6 settembre, ad Auletta, il Generale affidò il governo della provincia al solo Albini. La Brigata lucana, circa tremila insorti al comando di Boldoni, con Ascanio Branca come provveditore, entrò a Napoli il 19 settembre; volontari lucani combatterono poi nella battaglia del Volturno (1–2 ottobre 1860). Tra i Mille, fin dalla partenza da Quarto, c’era anche un lucano: il materano Giambattista Pentasuglia.

La Medaglia d’oro a Potenza

Con il regio decreto del 4 settembre 1898, n. 395, il re Umberto I istituì una medaglia d’oro per le città che si erano distinte nelle lotte del Risorgimento. A Potenza fu conferita con il regio decreto dell’11 dicembre 1898, n. 501, con questa motivazione:

In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nel glorioso episodio del 18 agosto 1860.

I protagonisti

Le schede dei protagonisti sono nella pagina Protagonisti del Risorgimento lucano: Giacinto Albini, Nicola Mignogna, Pietro e Michele Lacava, Giacomo Racioppi, Giambattista Pentasuglia, Camillo Boldoni, Ascanio Branca, Emilio Petruccelli, Domenico Asselta, Giuseppe Michele Giannattasio, Carlo Caputo e i Caduti del 18 agosto. Per i lucani caduti nelle guerre del Risorgimento vedi I Caduti ▸ Risorgimento e Garibaldini.

Fonti